Aeroporti e salute - SERA

 

Lo Studio SERA si è posto l’obiettivo di fornire le metodologie e gli strumenti operativi per avviare di sistemi di sorveglianza nel campo degli effetti sulla salute prodotti dell’inquinamento acustico ed atmosferico tra coloro che risiedono nei pressi dei principali aeroporti italiani e precisamente (Caselle (TO), San Giusto (PI), Ciampino (RM), Linate (MI), Malpensa (MI), Tessera (VE). Lo studio è finanziato da Ministero della Salute- Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) – Ambito: sorveglianza epidemiologica innovativa. Linea progettuale Ambiente e Salute. Attività strategica n°1 del programma di attività 2010 del CCM.

Descrizione

Le persone che hanno partecipato allo studio, di età compresa tra 45 e 70 anni, erano residenti a Pisa, al 31 dicembre 2010, da almeno due anni.
I residenti sono stati campionati dalle liste anagrafiche comunali sulla base dell’impronta sul territorio dell’impatto acustico delle sorgenti aeroportuali stimata sulla base del numero dei voli del 2008. Per ogni indagine campionaria il campione iniziale era composto da almeno 400 soggetti, equamente distribuiti tra i quattro gruppi di esposizione e stratificati per sesso ed età (45-60 e 61-72 anni). Sono stati reclutati 4070 soggetti, di cui 2023 si sono resi disponibili a partecipare all’indagine. Il tasso di partecipazione è stato quindi del 49.7%, con percentuali variabili tra gli aeroporti in studio: 40% a Torino-Caselle, 53.4% a Pisa-San Giusto, 48.2% a Venezia-Tessera, 41% a Milano-Linate, 68.7% a Milano-Malpensa e 50.1% a Roma-Ciampino. Ad ogni partecipante è stata effettuata una visita a domicilio durante la quale una persona addestrata appositamente per lo studio è stato somministrato un questionario basato sui materiali originali dello studio HYENA (Jarup 2005). Le domande del questionario sono state formulate per raccogliere informazioni rilevanti ai fini dello studio: le principali informazioni individuali (peso, altezza, titolo di studio, condizione lavorativa, etc.), le caratteristiche dell’abitazione (presenza di doppi/tripli vetri, tempo trascorso nel luogo di residenza, esposizione ambientale al rumore, etc), le condizioni di salute, lo stile di vita (fumo, esercizio fisico), le abitudini alimentari (intake di sale, alcool, etc.), la presenza di disturbi attribuiti al rumore (annoyance, insonnia). Durante l’intervista sono state effettuate 3 misure della pressione; gli intervistati hanno poi effettuato, con lo stesso misuratore, due auto misurazioni la sera stessa prima dei pasti e la mattina dopo prima di colazione.
A Pisa l’invito è stato consegnato a 1103 persone, con 642 si è avuto un contatto personale o per telefono e 343 hanno accettato di essere intervistate. In base al gruppo di esposizione le interviste sono state 100 (prevalentemente aeroportuale), 82 (aeroportuale e traffico stradale), 78 (prevalentemente traffico stradale) e 83 (controllo). Lo studio è stato approvato dal comitato etico.

Principali risultati
Il campione studiato, per i cinque aeroporti, è costituito da 1898 persone: 902 erano residenti nelle zone in cui Lden stimato era inferiore a 50 dB, 313 erano residenti nell’area caratterizzata da un basso livello di rumore da aeroporto (tra 50 e 55 dB), 363 erano residenti nella fascia di rumore aeroportuale compresa tra i 60 e 65 dB e 61 erano residenti nella fascia >65 dB.
I risultati dello studio evidenziano la presenza di una associazione tra esposizione al rumore di origine aeroportuale e livelli di pressione arteriosa. Rispetto al gruppo di riferimento, le persone residenti in zone nel quale l’impatto del rumore aeroportuale è superiore ai 65 dB mostrano un sensibile aumento dei livelli di pressione sistolica. Questa associazione si osserva al netto del potenziale effetto confondente di variabili individuali, quali sesso, età, indice di massa corporea, livello di istruzione, occupazione, e dell’effetto associato ad una esposizione concomitante a rumore da traffico stradale. La relazione tra rumore dall’aeroporto e pressione è particolarmente forte se si considerano i livelli di pressione sistolica serale. E’ stata riscontrata, inoltre, una associazione forte e coerente tra il rumore generato dal traffico aereo e il fastidio della popolazione (annoyance). Lo studio ha evidenziato anche una chiara relazione tra disturbi del sonno e rumore di origine aeroportuale.(1)

Valutazione di impatto sulla popolazione generale
Nelle aree circostanti gli aeroporti in studio risiedevano 687.1747 persone, di queste 125.621 erano esposte a livelli di rumore aeroportuale >55dB, 101.528 persone sono risultate esposte a 55-60 dB, 22.016 a 60-65 dB, 1.890 a 65-70 dB e 188 a 70-75 dB.
Applicando alla popolazione residente opportune funzioni concentrazione-risposta (derivanti da dtai della letteratura e raccomandate dalla OMS) è stato stimato che l’esposizione a livelli di rumore aeroportuale >55 dB è responsabile ogni anno, per gli aeroporti considerati, di 1.577 casi di ipertensione, 11.572 casi di annoyance e 10.101 casi di disturbi del sonno.

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