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24 agosto 2018 Il DPCM 76 del 10.5.2018, Regolamento recante modalità di svolgimento, tipologia e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico attua l’art. 22 comma 2 del decreto legislativo...

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SABATO 1 settembre FcomeScienza Parco de…

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I ricercatori dell'Unità Epidemiologia Ambientale di IFC-CNR partecipano a FcomeScienza – Ambiente – 31 agosto, 1 e 2 settembre, Parco della Rinchiostra di Massa, organizzato dall'Associazione murAperte  SABATO 1 settembre alle ore...

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SABATO 1 settembre FcomeScienza Parco della Rinchiostra a Massa

I ricercatori dell'Unità Epidemiologia Ambientale di IFC-CNR partecipano a FcomeScienza – Ambiente – 31 agosto, 1 e 2 settembre, Parco della Rinchiostra di Massa, organizzato dall'Associazione murAperte 

SABATO 1 settembre alle ore 17,30 
si presenta il lavoro che si farà quest'anno alla scuola Meucci su ambiente e salute a 30 anni dall'incidente della Farmoplant, utilizzando la metodologia del progetto GIOCONDA

SABATO 1 settembre alle ore 18,30  

il dibattito “Lo scoppio della Farmoplant e gli impatti su ambiente e salute” è dedicato a Giuseppe Rossi, che visse e lavorò con passione a Massa, occupandosi di ambiente e salute, assieme ai ricercatori che porteranno memoria del suo lavoro e delle ricerche fatte in zona sulla salute della comunità. Giuseppe, ricercatore di IFC-CNR, è scomparso nell'aprile 2017. Parleremo delle ricerche fatte e delle conoscenze sulla salute delle comunità nell'area di Massa.

L’associazione murAperte, che gestisce il Parco della Rinchiostra di Massa, in occasione del trentennale dall’incidente della fabbrica Farmoplant di Massa, dedica la 2° edizione della rassegna FcomeScienza al tema dell'ambiente.

La rassegna, parafrasando il titolo di una celebre pellicola di Orson Wells, fin dalla prima edizione si è posta l'ambizioso obiettivo di mettere a fuoco le contraddizioni nei vari ambiti e declinazioni del sapere scientifico fra ciò che è realmente oggettivo e verificato e ciò che appartiene alla sfera del credo incondizionato, spesso frutto di un analfabetismo funzionale. La manifestazione vede conferenze, dibattiti, laboratori, concerti, filmati, presentazioni, in cui ricercatori, giornalisti, ed esperti interagiranno con i cittadini partecipanti. 

Due laboratori mattutini sono dedicati alla produzione di formaggio e miele.

Nelle tre serate un concerto, una pièce teatrale e un filmato sulle fabbriche dell’area di Massa Carrara.

Nella prima giornata – VENERDI’ 31 AGOSTO vengono ricordati i drammatici momenti che seguirono lo scoppio del 17 agosto 1988 e le azioni intraprese nell’immediato dalle autorità.

Nella seconda giornata di SABATO 1 SETTEMBRE alle ore 18,30 il dibattito “Lo scoppio della Farmoplant e gli impatti su ambiente e salute” è dedicato a Giuseppe Rossi, ricercatore dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR che visse e lavorò con passione a Massa, occupandosi di ambiente e salute, assieme ai ricercatori che porteranno memoria del suo lavoro e delle ricerche fatte in zona sulla salute della comunità.

La presentazione delle 17,30 dello stesso giorno è dedicata a un nuovo progetto della Regione Toscana, Assessorato alla Partecipazione, che vedrà coinvolti in prima persona gli studenti di Massa su tema delle bonifiche del territorio.

Nella terza giornata alle 17,30 il dibattito “Dalla salvaguardia del territorio alla tutela del lavoro” e alle 19 la presentazione di La terra bianca, libro inchiesta di Giulio Milani sulla Farmoplant.

Articoli sulla Farmoplant

http://www.ambiente-salute.it/index.php/en/news2/188-farmoplant-una-lunga-storia-che-pesa-sull-ambiente-e-la-salute

https://www.scienzainrete.it/articolo/farmoplant-di-massa-carrara-trentanni-fa-lesplosione/liliana-cori-fabrizio-bianchi/2018-07 

http://www.doppiavoce.com/scienzae/2018/agosto-2018/143-farmoplant-trent-anni-e-non-li-dimostra

http://www.doppiavoce.com/scienzae/2018/agosto-2018/144-per-un-amico

http://www.doppiavoce.com/scienzae/2018/agosto-2018/145-storia-di-farmoplant-e-non-solo

Entra in vigore oggi il Regolamento sul dibattito pubblico in Italia

24 agosto 2018

Il DPCM 76 del 10.5.2018, Regolamento recante modalità di svolgimento, tipologia e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico attua l’art. 22 comma 2 del decreto legislativo “Codice dei contratti pubblici” (18 aprile 2016, n. 50, modificato dal decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56). Nelle premesse si fa riferimento alla legislazione ambientale (articolo 23 del DL 152 del 2006) che riguarda la documentazione da presentare in sede di VIA.

Il dibattito pubblico infatti si svolge prima delle procedure VIA, quando diverse ipotesi progettuali sono aperte.

I parametri delle soglie dimensionali delle opere che fanno “scattare” l’obbligatorietà del dibattito pubblico sono inserite in Allegato al DPCM, riportate in fondo a questo articolo. Nel Decreto sono aggiunte specifiche che riducono le dimensioni degli appalti se si svolgono in zone protette dall’UNESCO, in aree parco A prescindere dai casi di attivazione obbligatoria, l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore possono comunque indire su propria iniziativa il dibattito pubblico quando ne rilevano l’opportunità. Ci sono poi una serie di specifiche per la richiesta di dibattito pubblico, tra cui la richiesta di un Consiglio Regionale, la firma di 50 mila cittadini, consigli comunali associati, ecc. hanno la possibilità di richiederlo. Questo punto determina la possibilità che si realizzino dibattiti pubblici anche fuori dalle condizioni previste per legge, ma lega questa possibilità a valutazioni diverse, di tipo politico, di contesto culturale e sociale.

Il dibattito pubblico prima della costruzione di una grande infrastruttura prevede che i cittadini siano informati sulla progettazione in corso (progetti di fattibilità, o documenti di fattibilità delle alternative progettuali delle opere) e che le loro osservazioni possano influenzare il proponente.

Viene istituita una Commissione (che dovrebbe essere insediata a metà settembre 2018, cioè 15 giorni dall’entrata in vigore del DPCM, il 24 agosto 2018) presso il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. La composizione include Ministeri competenti e istituzioni e governa tutti i percorsi che verranno promossi, sceglie il coordinatore, la figura centrale da cui dipende la correttezza, imparzialità e solidità di tutto il percorso. Il coordinatore segue la procedura che dovrebbe durare 4 mesi, ma può essere prorogata di altri 2, quindi è molto veloce, e dovrebbe garantire a chi presenta un progetto di conoscere e affrontare le criticità e opposizioni sul territorio, di capire quali sono i soggetti più fragili da tutelare e tutti gli interessi delle parti. Alla fine del percorso il proponente fornisce tutte le informazioni su come terrà conto e della raccolta di opinioni e discussioni che ci sono state

Un primo dibattito pubblico svolto in Italia è stato quello sulla Gronda di Genova, coordinato da Luigi Bobbio, Andrea Mariotto, Paola Pucci – iniziato nel dicembre 2008 e concluso a maggio 2009 sul raddoppio di un tratto autostradale ligure, la c.d.: sembrava prospettare una nuova realtà di partecipazione in Italia, che venne condotta senza un quadro legislativo nazionale (2). Recentemente hanno avuto luogo due dibattiti pubblici regionali: su opere di ampliamento del porto di Livorno e sul ripristino di cave ambientali a Gavorrano, Grosseto. Infatti, la legge toscana sulla partecipazione (n. 69, 2007 e poi n. 46, 2013) è stata la prima a sperimentare sul territorio gli strumenti deliberativi e continua ad essere un esempio, con la sua struttura, finanziamenti e personale dedicato, così come la Regione Emilia-Romagna, che dopo la legge del 2010 ha di recente ha proposto la “Legge sulla partecipazione all’elaborazione delle politiche pubbliche”.

Tipologie e soglie dimensionali delle opere per le quali il dibattito pubblico è obbligatorio

Autostrade, strade extraurbane e tronchi ferroviari con valore di investimento pari o superiore a 500 milioni di euro. Aeroporti e porti, sopra i 200 milioni di euro. Interventi per la difesa di mare e coste, sopra i 50 milioni di euro, Piattaforme di lavaggio delle acque di zavorra delle navi, sopra i 150 milioni di euro. Interporti e infrastrutture sopra i 300 milioni di euro. Elettrodotti aerei e impianti destinati a trattenere, regolare o accumulare le acque in modo durevole (a seconda delle dimensioni). Infrastrutture ad uso sociale, culturale, sportivo, scientifico o turistico, impianti industriali e infrastrutture energetiche sopra i 300 milioni di euro.

 

L’Istituto partecipativo francese

I grandi interventi infrastrutturali devono essere decisi solo dopo un ampio e regolato confronto pubblico, per favorire la partecipazione dei cittadini a decisioni che hanno impatto rilevante sull'ambiente, come richiesto dalla Convenzione di Aarhus del 1998 e come avviene da tempo in Francia con le procedura di dibattito pubblico prevista dalla legge Barnier L.95-101 del 2 febbraio 1995 e il decreto applicativo n°96-388 du 10 mai 1996 e  la legge 276 dell 2002 dedicata alla démocratie de proximité. La Commissione nationale du débat public francese, composta da 25 membri è un’autorità indipendente, dotata di veri e propri poteri e con finanziamenti gestiti in modo indipendente. Attualmente il dibattito pubblico è inserito nel codice ambientale e si attiva su un progetto (pubblico o privato) che superi 300 milioni di euro. Il ruolo della commissione in ciascun dibattito è quello di aiutare il pubblico a esprimere le proprie preferenze e di facilitare l’espressione di tutti i punti di vista.

Il dibattito deve permettere:

di mettere in discussione l’opportunità di un progetto (va realizzato o no?)

di esaminare le varianti se esistono (che forma deve prendere, che direzione?)

di discutere le conseguenze del progetto sulla gestione del territorio

di discutere gli impatti sull’ambiente

Tre i principi chiave: la trasparenza, l’argomentazione e l’equivalenza di trattamento di tutte le opinioni espresse.

In Francia, con il dibattito pubblico, un’intera collettività si interroga anche su quale progetto di società una determinata infrastruttura veicola.

Biblio utile

http://www.gazzettaambiente.it/news.cfm?id=88&partecipazione_pubblica_nei_processi_decisionali

https://www.ces.uc.pt/eventos/pdfs/Bobbio_Dibattito_pubblico_Genova_Ripp_2010.pdf

https://www.debatpublic.fr

www.consiglio.regione.toscana.it/partecipazione/

partecipazione.regione.emilia-romagna.it

http://www.dibattitoinporto.it

http://open.toscana.it/web/dibattito-pubblico-sull-utilizzo-dei-gessi-a-gavorrano

Bobbio L, a cura di, A più voci, Napoli-Roma, Edizione Scientifiche Italiane, 2004

https://www.c3dem.it/che-cosa-e-piu-giusto-per-una-comunita-colloquio-con-antonio-floridia-sulla-democrazia-deliberativa/

Floridia A., Un’idea deliberativa della democrazia, Bologna, Il Mulino, 2017

Moro G., Cittadinanza attiva e qualità della democrazia, Carocci, Roma 2013.

Romano I., Cosa fare, come fare, Chiarelettere, Milano,

Sclavi, M., Susskind , L.E., Confronto creativo. Dal diritto di parola al diritto di essere ascoltati, Milano, et.al. edizioni, 2011

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