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Piombo, perché non abbassare la guardia

27-11-2019 Hits:62 Articoli Super User - avatar Super User

Il piombo è un contaminante ambientale che si trova sia in natura sia come risultato di attività umane quali l’estrazione mineraria. Dagli anni ‘70 in Europa sono state adottate misure...

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Studio su popolazione esposta a inquinam…

07-11-2019 Hits:413 Articoli Super User - avatar Super User

Al via una nuova ricerca dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, dopo la pubblicazione sulla rivista “International journal of environmental research and public health” dei primi risultati sulla salute dei...

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Comunicazione e coinvolgimento delle com…

06-11-2019 Hits:370 Articoli Super User - avatar Super User

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grazie a Andrea Camilleri

Abbiamo incontrato Andrea Camilleri nel 2007 nella sua casa romana per raccontargli gli studi che stavamo conducendo a Gela (Fela nelle sue storie di Montalbano), facilitati dalla figlia Betta, da Riccardo Iacona e dall’allora Sindaco di Gela, Rosario Crocetta. Da qualche mese c’era stata la puntata di W l’Italia “Inquinati” (Gela, 24 Luglio 2007) e così il caso dei nati con malformazioni congenite aveva avuto risalto nazionale.

L’incontro a casa Camilleri è indimenticabile. Il maestro ci chiese cosa facevamo e io raccontai gli studi sulle malformazioni congenite che avevano dato gambe numeriche alle tante segnalazioni che erano state sollevate da pediatri locali e dalle famiglie colpite, Liliana raccontò lo studio di biomonitoraggio umano con misure di metalli in sangue e urine e somministrazione di questionari.

Ci chiese dei nostri incontri con le persone, ci chiese degli operai e della loro salute, e poi dei sindacati e di cosa pensavamo del rapporto tra lavoro, ambiente e salute, tema sul quale il nostro pensiero coincise.

La voglia di sapere di Camilleri era inarrestabile e noi rispondevamo alle domande, ma ad un certo punto iniziò lui a raccontare storie dei luoghi e delle persone, soprattutto prima dell’industrializzazione di Gela, quando la terra non era contaminata. Pensava soprattutto alla terra, come risorsa da non inquinare ma che invece era stata inquinata, e ci raccontò la storia di un contadino che per scegliere dove piantare assaggiava la terra, che evidentemente era buona, e ogni diverso sapore corrispondeva a diversi ortaggi e legumi che avrebbero trovato il giusto alimento.

Ci meravigliammo del lungo tempo a noi dedicato, concludemmo col nostro impegno a inviargli materiali e soprattutto i risultati dello studio, cosa che facemmo. La strada che si apriva era difficile, rinunciare a ciò che era stato pensato come sviluppo, ridisegnare il futuro pensando al passato, questo era già nel pensiero di Andrea Camilleri: i suoi occhi e le sue parole curiose ci accompagnano ancora, quando dobbiamo spiegare e farci capire, quando capiamo che la posta i gioco è ben oltre il nostro destino. 

Fabrizio Bianchi e Liliana Cori

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